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domenica 5 novembre 2017

"Siano" quello che .... fissa la tela e ha la Stendhal! Pt II

  Tra tanti somari, ci può essere un asino!
Un asino trova sempre un altro asino che lo ammira

E un pittore: Joachim-Raphaël Boronali, futurista italiano, nato a Genova. Questo artista, di cui in effetti la stampa comincerà a parlare, non assomiglia a nessun altro. Su un giornale esce un articolo firmato da Joachim Raphael Boronali, il manifesto di un movimento artistico da lui fondato, l'ECCESSIVISMO. Comincia con queste parole: "Devastiamo i musei assurdi, prendiamo a calci le abitudini infami. Viva lo scarlatto, la porpora e le gemme corrusche ...", una evidente parodia del "Manifesto del futurismo" di Filippo Tommaso Marinetti, pubblicato nel 1909 sul "Le Figaro" il 20 Febbraio 1909. 

Ma chi è questo maestro dell'Eccessivismo? Per svelare il mistero e saperne di più, conviene andare a Montmartre, in un locale "Le lapin agile", dove gli artisti si ritrovano tutti. A gestire il locale è Fréderic Gerard, figura paternale e benevola (gli artisti lo soprannominano père - padre Frédé), il quale è entusiasta di arte e artisti ed è una vera e propria istituzione. 
Il locale ogni sera, sul tardi, è affollato di pittori, attori, giornalisti e scrittori. Uno di questi si chiama Roland Dorgelès, ha studiato all'Accademia di belle arti e vuole diventare uno scrittore.  Lui e i suoi compagni sono dei "tradizionalisti". Odiano le avanguardie, in particolar modo Pablo Picasso e la sua cerchia, che considerano arroganti  e incapaci di dipingere. Insomma Dorgeles denigra la pittura cubista, nei cui dipinti  non si capisce assolutamente niente e che chiunque sarebbe capace di fare. Chiunque! 
"Quella pittura è cosi' semplice che persino un asino potrebbe farla".
Dorgelès decide di dire la sua. Egl però non vuole scivere testi denigranti, o pronunciare condanne con voce roboante. Meglio mettere in ridicolo, fare uno scherzo di cui parli tutta Parigi. 
Per farla breve, Dorgelès organizza una colossale burla, una straordinaria presa in giro.
L'Eccessivismo e il suo caposcuola sono invenzione di Roland Dorgelès. Baronali, dotato maestro, artista sommo, di cui in effetti la stampa comincerà a parlare, non assomiglia a nessun altro, perchè non esiste. Ovvero esiste, ma si tratta di un pittore anomalo e che in effetti "è diverso da qualsiasi altro artista. 

È di colore grigio, a pelo lungo, cammina su quattro zampe e non parla: raglia. È l’asinello del père Frédé, Aliboron, anagrammato in Boronali.
La tela però esiste, ma anch'essa è frutto del gioco. La tela viene preparata e fatta completare da Aliboron: gli attaccano alla coda un pennello imbevuto di blu oltremare, mettono la tela su uno sgabello, collocato dietro il posteriore dell’asino. Lo coccolano, lo attirano con le carote, e la bestia tutta contenta, agita la coda. Così lascia la sua prima impronta di artista.


Gli amici spostano la tela per dare più vigore al lavoro in corso, e dato che la monocromia non basta all’artista, cambiano tavolozza, intingendo in altri barattoli il pennello fissato alla coda.
Dopo il blu oltremare, usano il rosso, il giallo acceso e l’indaco. Quando l’asino dà qualche segno di stanchezza, qualcuno gli offre del tabacco da masticare. Poi qualcun'altro inizia a cantare e l’asino comincia a battere il tempo. Quando si ferma definitivamente, il dipinto dal titolo Et le Soleil s’endormit sur l’Adriatique è pronto per gli sguardi "meravigliati",
"sbalorditi" e "stupiti" degli amanti ed estimatori dell’arte.

Come finisce questa storia e che fine fanno i nostri eroi?
- Baronali non farà altri dipinti, e neppure Alibaron, che continuerà a fare quello che ha sempre fatto, cioè l'asino.
- Il dipinto, sarà venduto ad un buon prezzo ed oggi, con tanto di cornice, fa mostra di se in un piccolo museo, nel villaggio di Milly la Foret. 

La morale di questa storia è che non c'è nessuna favola, e che è preferibile non dire in nessun caso, che trattasi di un'opera fatta da un asino! Potrebbe essere proprio la verità!!!!  

Voila ce que je sais à propos de l'àne
Da sempre, le opere in cui l'intervento manuale sembra essere troppo esiguo, sono quelle che generano un enorme confusione.

sabato 4 novembre 2017

"Siano" quello che .... fissa la tela e ha la Stendhal! Pt. I

L’amore viene dalla somiglianza
 
In campo artistico, a partire dalle prime avanguardie storiche, il linguaggio dell’arte ha subito una forte scossa e alcune regole della tradizione classica vengono modificate e altre completamente eliminate: nella rappresentazione viene abbandonato il principio dell’imitazione, vengono introdotti materiali quotidiani nella realizzazione delle opere, iniziano a essere utilizzate nuove tecniche.
Al Salon des Indépendants del 1910 accade una vicenda grottesca che rende bene lo smarrimento venutosi a creare in seguito ai forti cambiamenti di quel periodo. 
Tra quelli presenti, il dipinto che suscita più sorpresa è "Et le soleil s'endormit sur l'Adriatique" di un artista di origine italiana, che scimmiotta e imita “Impression, Soleil levant " di Claude Monet che, nella mostra del 1874 diede il nome all'Impressionismo.



Il dipinto di Monet è una pietra angolare della pittura moderna, realizzato con una tecnica a piccoli tocchi di colore posati liberamente sulla tela, senza direzione univoca, con lo scopo di ricreare l’atmosfera brumosa di un’alba. Il quadro è tutt’altro che descrittivo: le sagome di navi, banchine, ciminiere, gru s’innalzano indistinte nella foschia. Con la sua pittura vaga e indistinta, Monet voleva evocare la visione poco chiara (o impressione) del risveglio, nel momento in cui l’occhio a stento distingue le forme ed è colpito dalle luci più intense. Si tratta di un approccio rivoluzionario, destinato a mutare l’impostazione dell’arte tradizionale: Monet si impegna nella difficile impresa di riprodurne la transitorietà dell’impressione fugace e irripetibile lasciata in chi l’osserva.

L'autore di Et le soleil s'endormit sur l'Adriatique, di contro, realizza una tela di soli colori vivaci e di ombre posizionate e stese, a detta di molti, con mirabolante maestria (?). 

I colori sono violenti e accesissimi, e riuscitissimo è il contrasto fra i bagliori infuocati del cielo e l’azzurra oscurità del mare sottostante; a enfatizzare questo clima infiammato sono anche le pennellate nervose e distorte, ripetute con rapidi tocchi e dall’andamento incoerente.
Le reazioni sono state discordanti. Nell’impeto delle pennellate e nella forza dei colori, c'è qualcosa che coglie nel segno. Sono sati numerosi coloro che hanno mostrato di apprezzare il dipinto (qualcuno vi ha visto l'influenza di Vincent Van Gogh o lo spirito dei primi espressionisti).  E, c'è chi, certamente, è rimasto stupito e perplesso per una tela "troppo astratta”.
Insomma il dipinto e il suo pittore avevano sollevato non poche controversie: alcuni critici del tempo lo trovavano geniale, altri invece molto mediocre. 
"Il pittore", dicevano, "senza dubbio farà strada, fino a raggiungere le vette dell’arte moderna". "Ricordemo questo artista: grande maestro della modernità".
Se lo ricorderanno! In effetti, vanno in estasi. Criticano. Trovano che è un po’ fauve per quanto riguarda il cielo, di forme vaghe, troppo impregnato della personalità del pittore, enigmatico se non simbolico: che cosa rappresentano queste tracce rosse al centro della tela: una nave in fiamme, il riflesso della sfera infuocata del sole? 


Ma la domanda che tormenta tutti è chi sia l' ARTISTA MISTERIOSO (impareggiabile, inarrivabile, altro, raro, ineffabile, ineguagliabile, originale,  semplice, singolare, esclusivo,  atipico, vero, strano,  diverso,  eccezionale, straordinario, particolare,  senza pari, inimitabile, differente, insolito, lontano, nuovo,  assurdo, buffo, sospetto, stravagante, formidabile, grandioso, estremo, forte, audace, autentico, bizzarro, originario, primitivo, caratteristico, irregolare) che coi suoi colpi lascia il segno e che è capace di dipingere con tale intensità. 
  
In sostanza, come diceva il caro vecchio Omero, il fascino dell’ignoto domina tutto. 
(Insomma, come avrete capito muoio dalla voglia di sapere chi è l'artista che ha dipinto questa tela? che faccia ha? cosa mangia?  

Mi contraddico, ma lo faccio cosi spesso che questo fa di me una persona coerente!

A ogni buon conto, per saperne di più, conviene seguire la vicenda sulla prossima puntata. To be continued....

Non vi è nulla di più astratto del reale!

Tutto ciò che c'è c'è già. Allora nei miei pezzi che si fa? Renderò possibile l'impossibile fino a rendere possibile la realtà...